Dal 1° novembre 2026 l'Unione europea applica una tassa di gestione doganale di 2 € per ogni voce della dichiarazione doganale sulla merce venduta a distanza a consumatori UE e spedita da fuori UE, qualunque sia il valore. Sotto i 150 € si aggiunge al dazio forfettario di 3 €, quindi ogni voce costa 5 €. Non è una tariffa di Amazon e non riguarda la merce già sdoganata in un magazzino europeo: se vendi da lì, non la paghi.
Amazon lo ha annunciato nel forum venditori a pochi giorni dall'entrata in vigore. In questa guida trovi chi è coinvolto, come si conta e cosa controllare sui tuoi prezzi.
I numeri da ricordare
- 2 €
- Tassa di gestione, per voce
- Su ogni vendita a distanza da fuori UE, a qualunque valore. Permanente e non rimborsabile.
- 3 €
- Dazio forfettario, per voce
- Solo per spedizioni fino a 150 €. Temporaneo: previsto fino al 1° luglio 2028.
- 5 €
- Totale per voce sotto i 150 €
- IVA esclusa. Una spedizione con due voci arriva a 10 €.
Cosa ha comunicato Amazon
L'annuncio distingue due casi, in base a come gestisci la spedizione:
- Gestione autonoma (FBM): il corriere ti fattura la tassa e la versa alla dogana. Pagarla al corriere è una tua responsabilità
- Gestione transfrontaliera con Logistica di Amazon (Remote Fulfillment con FBA): Amazon include la tassa nel prezzo mostrato in pagina, nel carrello e al pagamento, quindi il cliente può vedere un prezzo più alto di quello che hai impostato

Il secondo caso è quello che può sorprendere di più: è Amazon stessa a suggerire di rivedere processi automatici e regole di prezzo, perché la tassa si somma al prezzo che hai impostato.
Cosa dice la norma
La tassa nasce dall'articolo 20 del nuovo Codice doganale dell'Unione e l'importo è fissato dal Regolamento delegato (UE) 2026/2152. Le linee guida della Commissione e l'Agenzia delle Dogane chiariscono i punti che contano per chi vende:
- Vale a qualunque valore: a differenza del dazio da 3 €, si applica anche alle spedizioni sopra i 150 €, che pagano in più il dazio ordinario
- È permanente: il dazio da 3 € è previsto fino al 1° luglio 2028, la tassa non ha scadenza
- Non è rimborsabile: se il cliente restituisce il prodotto, la tassa non torna indietro
- È imponibile IVA: con l'IOSS, se la addebiti al cliente, entra nella base della dichiarazione IOSS; negli altri regimi entra nella base dell'IVA all'importazione
- La deve il dichiarante: il titolare IOSS, chi aderisce agli Special Arrangements o il rappresentante doganale indiretto
Ti riguarda? Due domande
Il percorso per capirlo
Quando il cliente compra, la merce è ancora fuori dall'UE?
No, è già sdoganata in un magazzino UEniente tassa e niente dazio da 3 €
Sì
Il cliente è un consumatore?
No, è un'azienda con partita IVAdi norma non è una vendita a distanza, quindi resta fuori
Sì
Gestione autonoma
Il corriere ti fattura la tassa. Se vuoi difendere il margine, il prezzo lo devi ritoccare tu.
Gestione transfrontaliera FBA
Amazon aggiunge la tassa al prezzo che hai impostato. Il cliente vede un prezzo più alto e la conversione può risentirne.
Un caso da tenere presente è il deposito doganale. Per le linee guida della Commissione, la merce venduta ai consumatori mentre si trova in deposito doganale non è ancora in libera pratica, quindi non conta come stock già importato. Dal 1° luglio 2028 è prevista una tassa ridotta per un nuovo tipo di deposito dedicato alle vendite a distanza, ma l'importo non è ancora stato fissato.
Come si conta: per voce, non per pacco né per pezzo
La voce è l'insieme dei prodotti nella spedizione con la stessa classificazione tariffaria, la stessa descrizione e, dove richiesta, la stessa origine. La quantità non conta. Due esempi, ricavati da quelli che l'Agenzia delle Dogane fa per il dazio da 3 €:
- 5 magliette uguali sono una voce: 2 € di tassa e 3 € di dazio, 5 € in tutto
- 1 maglietta e 1 orologio sono due voci: 4 € di tassa e 6 € di dazio, 10 € in tutto
C'è un dettaglio che cambia i conti: il livello del codice dipende dal tipo di dichiarazione. Nell'esempio delle linee guida, tre abiti da donna di fibre diverse valgono una voce nella dichiarazione semplificata H7, che usa il codice a 6 cifre, e tre voci nella dichiarazione H1, che usa il codice a 10 cifre. Se spedisci ordini con più prodotti, chiedi al tuo spedizioniere come compila le dichiarazioni.
Quanto pesa sul tuo margine
Stesso codice doganale e stessa descrizione contano come una voce, qualunque sia la quantità.
- Tassa di gestione
- 2,00 €
- Dazio forfettario
- 3,00 €
- Costo in più per ordine
- 5,00 €
- Sul valore della merce
- 20%
- Margine se lo assorbi tu
- 3,00 €
Stima indicativa, IVA esclusa. Il dazio da 3 € vale per spedizioni fino a 150 € ed è previsto fino al 1° luglio 2028.
Cosa controllare se spedisci da fuori UE
La stessa cifra non pesa allo stesso modo su tutti i prodotti. Su un ordine da 15 €, 5 € sono un terzo del valore della merce. Su un ordine da 200 €, la tassa vale l'1%, a cui si somma il dazio ordinario. Da qui i controlli da fare:
- Repricer e regole di prezzo: con la gestione transfrontaliera la tassa si aggiunge al prezzo impostato, quindi una regola che insegue un concorrente può portarti più in alto di quanto credi
- Margine sugli ordini FBM: il corriere fattura la tassa a parte. Aggiorna il calcolo del margine per ogni SKU spedito da fuori UE
- Resi: la tassa non è rimborsabile, e sui prodotti con molti resi questo costo va messo nel conto
- Ordini con più prodotti: due voci costano il doppio di una, quindi rifai i conti su bundle e vendite abbinate spedite da fuori UE
- Identificativi di prodotto: dal 1° novembre, per le spedizioni fino a 150 €, servono quelli del venditore e del produttore, più il codice standard se esiste. Verifica che il tuo spedizioniere abbia questi dati
- Stock in Europa: se i volumi lo giustificano, confronta questi costi con un'importazione in stock e la vendita da magazzini europei
Se la tua merce è già in Europa
Se vendi con FBA o da un magazzino nell'UE con merce già importata, non paghi né la tassa né il dazio da 3 €. La norma però ti tocca da vicino in un altro modo. Secondo la Commissione, nel 2025 sono entrati nell'UE 5,9 miliardi di articoli di basso valore venduti online, e chi li spedisce direttamente ora paga 5 € per voce sotto i 150 €.
Questo non significa che quei concorrenti spariranno. Qualcuno alzerà i prezzi, qualcuno porterà lo stock in Europa e a quel punto consegnerà anche più in fretta. Conviene quindi tenere d'occhio le offerte nelle tue categorie e controllare come si muovono i prezzi nelle prossime settimane.
Qui trovi il quadro generale aggiornato al 1° novembre 2026, non una consulenza doganale: per i casi specifici senti il tuo spedizioniere o un consulente doganale. Se vuoi capire quanto pesa sul tuo catalogo e come rivedere i prezzi, parliamone.


