Per togliere un rivenditore non autorizzato da Amazon serve un motivo che Amazon riconosce: un prodotto contraffatto o alterato, un uso improprio del tuo marchio o dei tuoi contenuti, una violazione delle regole sulle schede. Il fatto che il venditore non abbia un accordo con te, da solo, non basta, perché Amazon non fa rispettare i contratti di distribuzione dei brand. Il metodo che funziona lavora su tre livelli: Brand Registry e segnalazioni documentate su Amazon, strumenti anti-contraffazione come Transparency, e interventi fuori da Amazon sulla catena di distribuzione.
In questa guida trovi perché i rivenditori non autorizzati sono un problema anche quando vendono prodotti originali, cosa puoi fare secondo le regole di Amazon e il diritto europeo, e come abbiamo tolto migliaia di offerte dalle schede di HealthAid Italia.
Perché sono un problema anche quando il prodotto è originale
- Prezzi fuori controllo: chi ha comprato in stock o da canali paralleli può vendere sotto il tuo prezzo, e la corsa al ribasso tocca anche i negozi e i distributori che lavorano con te
- Buy Box persa: su una scheda con molte offerte la Buy Box può andare a un rivenditore, e quando non ce l'hai tu le tue campagne Sponsored Products smettono di essere mostrate
- Esperienza del cliente: lotti vecchi, scadenze corte, confezioni rovinate e spedizioni lente finiscono nelle recensioni del tuo prodotto, non in quelle del venditore
- Contenuti alterati: immagini e testi modificati da terzi raccontano il brand in modo sbagliato
- Rischio contraffazione: dove ci sono molte offerte che nessuno controlla, è più facile che si infilino anche prodotti falsi
Cosa fa Amazon, e cosa non fa
Amazon tratta la presenza di un rivenditore come una questione commerciale tra te e lui, finché non c'è una violazione. Non rimuove un venditore perché non ha un accordo con te, e non fa rispettare i contratti di distribuzione esclusiva o selettiva. Interviene invece quando puoi dimostrare una di queste situazioni:
- Contraffazione: il prodotto venduto non è originale
- Violazione del marchio o del diritto d'autore: uso improprio del tuo marchio nell'offerta, immagini o testi copiati
- Prodotto alterato: confezione aperta o modificata, etichette rimosse, merce danneggiata o scaduta venduta come nuova
- Violazione delle regole sulle schede: condizione dichiarata in modo falso, offerte agganciate a una scheda che non corrisponde al prodotto, contenuti fuorvianti
Lo strumento per segnalarle è il Brand Registry, che richiede un marchio registrato. Le segnalazioni vanno documentate: screenshot dell'offerta, numero d'ordine di un acquisto di prova, foto del prodotto ricevuto, confronto con l'originale. Una segnalazione vaga viene respinta; una falsa può costarti l'accesso agli strumenti di protezione.
Cosa dice il diritto europeo
Nell'Unione europea vale il principio dell'esaurimento del marchio: un prodotto originale messo in commercio nello Spazio economico europeo da te, o con il tuo consenso, può essere rivenduto liberamente. Non puoi opporti alla rivendita solo perché il venditore non è autorizzato. Le eccezioni però contano:
- Merce immessa fuori dallo Spazio economico europeo: l'esaurimento non scatta se il prodotto è stato messo in commercio per la prima volta altrove senza il tuo consenso. Dopo la Brexit vale anche per la merce immessa sul mercato del Regno Unito
- Motivi legittimi: puoi opporti se il prodotto è stato modificato o alterato, o se la rivendita danneggia seriamente la reputazione del marchio
- Distribuzione selettiva: un sistema di distribuzione selettiva costruito bene può, a certe condizioni, vietare ai distributori autorizzati di vendere sui marketplace
Un limite da conoscere: nella UE non puoi imporre ai rivenditori un prezzo minimo, perché le regole sulla concorrenza lo vietano. Puoi consigliare un prezzo, non pretenderlo. Ogni caso va valutato con un legale esperto di proprietà intellettuale: qui trovi il quadro generale, non una consulenza legale.
Il metodo, passo per passo
- Mappa la situazione: quanti venditori ci sono su ogni scheda, a che prezzo, in quale condizione, chi ha la Buy Box. È la base per decidere da dove partire
- Metti in ordine marchio e Brand Registry: marchio registrato, Brand Registry attivo e ruoli corretti, così l'ultima parola su schede e contenuti è tua
- Identifica chi vende: su Amazon.it i venditori professionali espongono ragione sociale e indirizzo, e un acquisto di prova ti dice lotto e provenienza della merce
- Segnala le violazioni dimostrabili: contraffazioni, uso improprio del marchio, contenuti copiati, prodotti alterati, ognuna con le sue prove
- Chiudi le falle a monte: dai lotti risali al distributore o al cliente da cui esce la merce e intervieni sul contratto, con una diffida quando serve. Spesso il problema non è su Amazon ma nella tua rete
- Rendi la contraffazione impossibile: con Transparency ogni unità ha un codice univoco che Amazon verifica, e Project Zero, su invito, permette ai brand di rimuovere direttamente le offerte contraffatte
- Presidia nel tempo: i rivenditori tornano. Servono un controllo settimanale delle offerte e una procedura pronta per ogni nuovo caso
Il caso HealthAid Italia: da migliaia di offerte non autorizzate al canale ufficiale
HealthAid Italia è il distributore esclusivo per l'Italia di HealthAid, marchio inglese di integratori. All'inizio il paradosso era evidente: il brand non vendeva su Amazon.it, ma i suoi prodotti sì, con decine di migliaia di offerte di venditori non autorizzati, prezzi allo sbando e contenuti alterati.
Il passaggio decisivo è stato il lavoro con il team Brand Registry del Regno Unito, paese d'origine del marchio, fino a far assegnare a HealthAid Italia il ruolo di Brand Representative e titolare dei diritti per Amazon.it. Da lì abbiamo rimosso in modo sistematico i venditori non autorizzati, compresa l'offerta di Amazon come Vendor, e aperto il canale ufficiale agganciando le schede già esistenti.
Il risultato: migliaia di venditori non autorizzati eliminati dalle schede, prezzi di nuovo sotto controllo e un canale B2C e B2B di proprietà, con immagini, contenuti A+ e Brand Store gestiti in esclusiva dal brand.
Errori da evitare
- Segnalare un venditore come contraffattore senza prove: le segnalazioni infondate si ritorcono contro il brand
- Imporre prezzi minimi ai rivenditori: nella UE è una violazione delle regole sulla concorrenza
- Agire solo su Amazon e lasciare aperta la falla nella distribuzione: i venditori rimossi vengono sostituiti da altri
- Ripulire le schede senza avere un'offerta tua pronta: senza stock la scheda resta senza Buy Box e perde posizionamento
Se le tue schede sono piene di offerte che non controlli, parliamone: partiamo da una mappa di venditori e prezzi e ti diciamo quali leve usare e in che ordine. Il nostro metodo è nella pagina sulla protezione del brand; per gli strumenti di base trovi la guida al Brand Registry e quella sulla protezione del brand su Amazon.
Domande frequenti
Amazon rimuove un venditore se segnalo che non è autorizzato?
Non per questo soltanto. Serve una violazione che Amazon riconosce: contraffazione, uso improprio del marchio o del diritto d'autore, prodotto alterato, violazione delle regole sulle schede. Il motivo commerciale, da solo, viene trattato come una questione tra te e il venditore.
Posso impedire a chi compra i miei prodotti di rivenderli su Amazon?
Dipende da dove è stata messa in commercio la merce e dai tuoi contratti. Se il prodotto è originale ed è entrato nel mercato europeo con il tuo consenso, in genere no. Con un sistema di distribuzione selettiva costruito bene puoi però limitare la vendita sui marketplace da parte dei distributori autorizzati.
Transparency elimina i rivenditori non autorizzati?
No: blocca le unità senza un codice valido, quindi ferma le contraffazioni. Chi rivende prodotti originali, con codici validi, può continuare a farlo. Per quei casi servono le altre leve: contratti, distribuzione e violazioni documentate.
Quanto tempo serve per ripulire le schede?
Dipende da quante offerte ci sono e da quanto sono documentabili le violazioni. Le prime rimozioni arrivano di solito in poche settimane; ripulire un catalogo intero e chiudere le falle nella distribuzione richiede qualche mese di lavoro costante.


